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2864457Questi ultimi giorni di Maggio mi vedono impegnato a programmare, come capita spesso, uno dei miei viaggi, da effettuarsi con un gruppo di amici nell’ultima decade di Luglio.  Amo coinvolgere altre persone, nella speranza che come me imparino a viaggiare in un modo diverso, lontano dai soliti luoghi, dal banale, alla ricerca di un qualcosa che non abbia niente di surreale, pensate al lusso irreale di Dubai, ma realtà, storia e bellezza non comuni. I luoghi prescelti per questo viaggio sono la Scozia con le sue Highlands e le sue isole, protese verso il Grande Nord: Ebridi, Orcadi e Shetland.  Di questi luoghi mi affascina la selvaggia bellezza degli altipiani, delle sue brughiere ricche di erica, laghi e cascate spettacolari, ma ancora di più la loro storia intrisa di leggende straordinarie,

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 Ho sempre ritenuto che avere un animo sensibile, un carattere buono ed aperto non ti aiuta in un mondo fatto di furbizie, di cattiveria, di odio e di incomprensione. Ho sin da ragazzo imparato ad osservare con occhi attenti il mondo che mi circondava. Ho dovuto presto, imparare a districarmi tra gli ostacoli che mi si paravano innanzi, ho dovuto lottare continuamente per non affogare, per non soccombere. La mia forza d’animo, la mia caparbietà, una famiglia bellissima, che amo, mi hanno aiutato finora a lottare e vivere con dignità. Amo la vita, amo la natura, vorrei amare il mondo con tutte le sue contraddizioni. Troppe le ingiustizie sociali, forte la mancanza di democrazia. Il percorso della vita non è uguale per tutti, a gente che soffre e che lotta quotidianamente per sopravvivere, si contrappongono tanti a cui tutto sembra andare nel giusto verso, a cui non mancano ricchezze e privilegi. Casa è che determina le fortune o le sfortune degli uomini, le ricchezze e le povertà, la felicità e la sofferenza? Continua a leggere
 colori-dellautunno                                                                                                                                                                                         Gli ultimi decenni del secondo millennio hanno visto prevalere un sistema di vita   poco responsabile,  che ha portato l’uomo fin sull’orlo di un abisso, ai limiti di un  punto di non ritorno. Nel momento più oscuro ecco finalmente germogliare una nuova speranza, la consapevolezza che in noi è possibile risvegliare una nuova coscienza. Più la vita diventa difficile, più i tempi si fanno cupi e più si vede la luce in fondo ad un tunnel. I segni di un cambiamento, speriamo radicale, in meglio, si intravedono con sempre maggiore frequenza. Sarà forse questa svolta a caratterizzare il terzo millennio ed a traghettare l’uomo verso orizzonti più sereni. Sta nascendo una nuova attenzione verso i valori spirituali, una maggiore consapevolezza che sistemi di vita sbagliati, hanno creato un impatto negativo sull’ambiente che ci circonda, che i nostri atteggiamenti, le nostre parole e i nostri gesti, possono avere un impatto decisivo sulla realtà. Si avverte un nuovo e profondo desiderio di benessere, espressione naturale di una migliore qualità della vita, gioia di vivere. L’umanità è ad un bivio, deve lasciarsi alle spalle un mondo pieno di tante negatività e contraddizioni, che appartiene al passato, deve essere capace di perseguire con forza questa nuova trasformazione.
Tonino Lapenna

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ECOPSICOLOGIA

 Uno dei percorsi che con sempre maggiore coinvolgimento e interesse personale mi guida alla ricerca di me stesso, della mia identità, dei valori della vita e nella difesa dell’ambiente è quello eco- psicologico.
Cosa è l’ecopsicologia? La sua definizione può essere racchiusa in questo pensiero: L’ecopsicologia è un nuovo campo d’azione e di ricerca che riconosce alla natura un ruolo fondamentale non solo per l’equilibrio fisico, ma anche psicologico e spirituale dell’individuo.
L’uomo è parte integrante ed indissolubile con la natura. L’ecopsicologia è il percorso che ci aiuta a recuperare il legame più profondo, quello più vero, che abbiamo con essa, un legame emotivo. Nel corso degli ultimi decenni, la storia dell’uomo ha intrapreso un cammino che ci ha fatto perdere il legame con la terra, con le nostre radici ancestrali, portandoci ad una inevitabile crisi spirituale, psicologica ed ecologica. Recuperare questo contatto, il dialogo con se stessi, con il mondo che ci circonda, può dare un senso e delle ragioni importanti alla nostra vita, alla nostra presenza su questo Mondo, può aiutarci a vivere in maniera più armoniosa e consapevole. Continua a leggere
sebastian-15Proseguendo in un percorso di ricerca introspettiva, ritengo interessante segnalare due post di Toshan Ivo Quartiroli.
La crisi di identità dell’uomo e delle società moderne,  ci preoccupa e ci impone scelte sempre più ragionate. Questa analisi può contribuire ad una migliore conoscenza di quello che è uno dei problemi più gravi e che va affrontato con decisione. L’analisi delle contrapposizioni tra mondi reali e virtuali, forse ci porterà, con maggiore comprensione a ritrovare la nostra giusta dimensione. Abbiamo sempre più bisogno di vincere le nostre incertezze e la necessità di dare risposte concrete ai dubbi, ai perchè. Siamo tutti protesi ad una migliore conoscenza della verità, alla ricerca delle ragioni della nostra esistenza e del suo rapporto più intriseco con il mondo che ci circonda.
di Toshan Ivo Quartiroli
Kevin Kelly (autore di Out of Control nel suo ultimo articolo parla della crisi dell’identità degli esseri umani causata dall’incessante sviluppo tecnologico. Continua a leggere

LA MIA FILOSOFIA

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 La mia passione per i viaggi viene dalla mia formazione culturale, dalla mia educazione, dalla passione innata per La Geografia, per la Storia, per l’Arte, per l’Antropologia, per la cultura in genere, uniti al desiderio di confrontarmi con popoli e culture diverse. Le motivazioni per affrontare un viaggio alla scoperta del mondo o di se stessi possono avere origini diverse, ma prima fra tutte il desiderio della conoscenza e la ricerca della bellezza.

In un mondo in cui prevale più che mai l’egoismo, la prepotenza, l’arroganza, l’ignoranza, ho dato più importanza alla qualità della vita, non quella che proviene dal denaro, dalle ricchezze materiali, ma quella in cui prevalgono valori importanti, quali la saggezza, la consapevolezza, la cultura, il rispetto per il prossimo, la solidarietà. Continua a leggere

Pastore MasaiDa questo post inizierò a tracciare un percorso che spero ci possa portare ad approfondire la nostra conoscenza su luoghi, regioni, popoli, lontani da noi, per cultura e per costumi. Eppure la loro dimensione di vita i luoghi che abitano sono intrisi di un fascino e di una bellezza che il più delle volte ci sorprende. Luoghi unici, patrimonio culturale ed ambientale, da difendere dalle aggressioni del mondo consumistico. Un mondo tanto lontano, ma vicino ai nostri cuori, un mondo che io amo e che spero rimanga come grande patrimonio di una umanità che sappia presto invertire la sua rotta verso sistemi di vita più giusti.
Questo percorso, o forse più appropriatamente potremo definire “ Un viaggio in un’altra dimensione” si avvarrà di volta in volta di riferimenti, articoli, esperienze vissute da grandi viaggiatori, ambientalisti, fotografi, antropologi. Spero attraverso segnalazioni, di libri e riviste specialistiche, di articoli importanti, di poter portare un significativo contributo alla conoscenza. Continua a leggere
Premessa
Tutti i contenuti, i pensieri e le parole di questo ed altri post esprimono appieno il mio modo di essere, di pensare, le mie sensazioni e le mie emozioni. I miei scritti sono uno sfogo necessario del mio animo turbolento e l’espressione di un desiderio forte di coinvolgimento in un processo radicale di trasformazione di questa nostra società, verso modelli di sviluppo più etici.
Crisi economica, crisi dei mutui in America, Borse in calo, speculazioni, crisi energetica, crisi ambientale, imminente collasso biologico, …..sono il segno palese di una crisi mondiale, crisi che trova i suoi fondamenti in un sistema politico economico poco responsabile, in una gestione delle risorse umane ed intellettive poco coerenti, incapaci di riflettersi in atteggiamenti etici, morali e spirituali, rispettosi dell’essere umano e della Terra. Tutti i modelli di sviluppo che ci hanno accompagnati negli ultimi due secoli, ed in maniera più accelerata negli ultimi decenni, pur se fondati su alcuni buoni propositi, hanno innescato processi speculativi, corruzione, controversie, conflitti sempre più gravi e tali da mettere seriamente in pericolo la nostra sopravvivenza. E’ ovvia la necessità di invertire la rotta, ciò non significa necessariamente tornare indietro, ma trovare un nuovo percorso, che tenga in seria considerazione tutti gli errori commessi e la coscienza che la nostra vita è legata in maniera inscindibile con il rispetto dell’ambiente e delle sue risorse. Continua a leggere

 

Da un archivio di “Le Monde Diplomatique”
Questi turisti così poco viaggiatori

La massiccia diffusione del turismo di massa ha creato ormai una vera e propria industria, che offre soggiorni in luoghi esotici a condizioni di massimo comfort. La figura del turista da cartolina, che si sposta su percorsi ben definiti e mostra scarso o nullo interesse per le culture locali, si contrappone a quella del viaggiatore, che ama andare a zonzo e pratica ancora quella «gastronomia dell’occhio» che tanto affascinava Balzac. Un’opposizione inconciliabile, che può riproporsi all’interno di ogni singola persona: spesso, il viaggiatore che vorremmo essere si scontra con il turista che siamo.

di THIERRY PAQUOT
Nel 1908 il filosofo tedesco Georg Simmel pubblicava un saggio intitolato «Excursus sullo straniero»
(1). È uno dei primi teorici a preoccuparsi delle forme sociali plasmate dalla «grande città», quella città della modernità che Baudelaire ha così potentemente cantato nelle sue poesie.La città delle ferrovie e dei flussi ininterrotti. La città dei cambiamenti di dimensione: demografica, economica, territoriale, informativa e così via. È in questo nuovo contesto sociale che Georg Simmel identifica una nuova figura: lo straniero. Di chi si tratta? Di un individuo che non è del posto ma vi si trova, e riunisce in sé «l’unità della distanze e della vicinanza». Così lo straniero rappresenta la mobilità, una mobilità che ci intriga (possiamo addirittura invidiarla) e ci lascia allo stesso tempo indifferenti. Non è uno dei nostri e nulla ci consente in realtà di conoscerlo per poi riconoscerlo. Si tratta, secondo Georg Simmel, di un «non rapporto». Questa figura dello straniero nella grande città è diversa da quella del viaggiatore di un tempo. È nuova, come nuovo è il rapporto che intessiamo con l’estraneità di questo nostro simile che non è del luogo ma che, con la sua sola presenza, rafforza la nostra specificità. La sua apparente vicinanza è, nello specchio che ci protende, assai lontana da noi. Continua a leggere